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Alessandria e l’assedio dei centri commerciali

Lunedì 29 luglio presso la Regione Piemonte, a Torino, si è svolta la conferenza dei servizi per un ulteriore ampliamento del centro commerciale che sta nascendo in via Tiziano-Via Giordano Bruno, ad Alessandria.

Alessandria e l’assedio dei centri commerciali

Lunedì 29 luglio presso la Regione Piemonte, a Torino, si è svolta la conferenza dei servizi per un ulteriore ampliamento del centro commerciale che sta nascendo in via Tiziano-Via Giordano Bruno, ad Alessandria.

Nessun politico presente, se non i funzionari che hanno espresso in perfetto linguaggio burocratico-legislativo i tanti motivi per cui si deve concedere tale autorizzazione. A fronte di tali dichiarazioni sono giunti i pareri favorevoli sia del Comune che della Provincia di Alessandria e della Regione Piemonte.

Confesercenti, presente alla riunione e rappresentata dalla Vice Presidente Rossana Rolando ha espresso parere contrario, motivando come segue :
da troppi anni l’unico sviluppo nella città di Alessandria è l’insediamento di nuovi centri commerciali, che danneggiano fortemente il piccolo commercio di vicinato, portando via la ricchezza da questo territorio e impoverendone la crescita economica. Le campagne elettorali finiscono, ma le azioni a tutela dei commercianti e degli artigiani non iniziano mai. Alessandria nel 1174 riuscì a liberarsi dall’assedio dell’Imperatore Federico Barbarossa, ma ora non riesce a fare altrettanto dai centri commerciali e dalla grande distribuzione organizzata. I funzionari regionali si sono limitati, giustamente, a dire che deve provvedere la politica a modificare le leggi ed i regolamenti. Ecco, appunto, la politica. Dov’è?

Comune, Provincia, Regione Piemonte e Governo, da sempre si professano a favore dei centri storici, quali centri commerciali naturali e le botteghe, un patrimonio da salvaguardare per la vivacità delle città. Mancano i fatti alle buone intenzioni e alle dichiarazioni pubbliche.
Anche se ormai le misure che si possono adottare per riformare il commercio tradizionale avvengono fuori tempo massimo, chiediamo alle Istituzioni interventi normativi urgenti per modificare questa situazione che ha messo in grave difficoltà il negozio di vicinato e che, di fatto, ha monopolizzato il commercio.

Infatti i centri storici sono sempre più degradati, vuoti, non curati, sporchi, con parcheggi solo a pagamento, viabilità contorta, mancato rispetto dell’isola pedonale, senza un calendario annuale degli eventi che si svolgono in città e con una distribuzione delle risorse economiche, spesso non condivisa con la categoria e neppure con le Associazioni.
Ciliegina sulla torta: gli sviluppatori che costruiscono i centri commerciali pagano gli oneri di urbanizzazione all’Amministrazione comunale per barattare opere e misure a sostegno dei centri storici. Perché noi commercianti non vediamo mai risorse e ci si dice sempre che non ci sono soldi?
” – quesito che si pone Rossana Rolando di Confesercenti.

Alle porte delle città, capannoni l’accerchiano, comodamente raggiungibili da tangenziali, parcheggi gratuiti, azioni di promozione programmate, coordinate e pubblicità delle azioni di marketing adottate. Questa è l’amara fotografia del commercio di questa città”.